'Cause we are living in a materiaaal wooorld *canta*
Canto per dimenticare le rotture di palle di cui la vita trabocca.
Vorrei un mondo migliore, un prossimo migliore, una me stessa migliore.
...sembra una campagna elettorale. Se volete votarmi, eh, fate pure ma non chiedetemi per cosa dovreste votarmi e dove dovete votare. Che volete che ne sappia io? è_è
Guardate che lo so che la pelle è gialla, eh. E' la base, niente paura. I rollini sulle guance invece no, non sono normali. Dovete preoccuparvi di quelli, capito? è_è/ *indica indica*
Pensavo che avrei parlato di tutti i casini esplosi nei giorni scorsi a causa delle varie riforme (e tagli). Ma sinceramente ne ho così piena la testa che sono stufa. Alla fine è passato comunque tutto. Vediamo come andrà a finire. In compenso mi sono messa a studiare con una collega ogni giorno e a frequentare tutte le lezioni che mi servono. Visto come si divertono a martoriare l'istruzione pubblica non è il caso che perda altro tempo e quindi voglio laurearmi entro la fine del 2009. Spero di riuscirci. Nel frattempo ho accantonato temporaneamente l'idea del professionismo. Un po' per il discorso "studio" un po' per motivi più personali, per la mia mancanza di fiducia in me stessa che mi faceva fare di continuo paragoni con gli altri, purtroppo non costruttivi. Riuscivo solo a buttarmi giù e a pensare ai livelli bassi a cui mi trovo nonostante la mia età. Alla fine ho detto basta. L'assurdo è che ora che ho accettato l'idea di non dovere sbattermi per diventare professionista disegno davvero più spesso di prima. Il disegno è tornato ad essere un piacere, uno svago. E sono riuscita a fare cose che prima non facevo. Evidentemente era proprio lo stress di farne una questione di "vita o di morte" che mi bloccava. Non che abbia deciso di mollare del tutto, mi piacerebbe partecipare a qualche concorso (ovviamente di illustrazione al momento), riuscire a fare qualche fumetto breve, imparare sfondi e prospettiva. La cosa bella è che adesso mi sento libera sul serio. Adesso l'idea del "fallimento" è più accettabile perché non significherebbe vedere infranto il "sogno della mia vita". Perché ho capito che potrò disegnare sempre e comunque alla fine dei giochi. In fondo, riflettevo, molti fumettisti/comici/attori/cantanti, molti dei migliori, hanno cominciato per scherzo, per gioco, per divertirsi, non prendendosi sul serio. Non immaginando nemmeno che sarebbero diventati dei "grandi". Forse qualcuno potrebbe risentirsi a queste parole. Ma come, direte, la gente che ha un sogno a cui crede, che desidera con tutto sé stesso, che fa sacrifici non conta niente? Arrivano questi buffoni superficiali e li superano?
Beh non proprio. Penso a questo punto che sia una questione di atteggiamento mentale. Spesso chi si concentra solo sul quel sogno punta tutto su di esso. E il fallimento diventa qualcosa di intollerabile da accettare. Diventa un macigno mille volte più pesante da spostare. Le persone che pur amando il disegno, la recitazione, il cantare, non si prendono troppo sul serio alle volte riescono a dare il meglio di loro stessi perché liberi dallo stress e dalla paura. Magari c'è in giro qualcuno ancora più bravo di loro in quel momento. Ma affrontando lo stesso ostacolo cadono. Perché l'angoscia del fallimento li divora vivi, perché pensano che se non superano quello ostacolo gli cadrà addosso e la loro vita sarà finita.
Quindi ho deciso: impariamo da entrambe le categorie.
Impegno e poche paranoie. TANTO divertimento, perché dai gente: se disegniamo(/recitiamo/cantiamo) è perché amiamo farlo, ci diverte, ci svaga, ci rende felici. Non vivere gli ostacoli come l'ultima possibilità della nostra vita: ce ne saranno altri. E se non diventiamo famosi, se non ne facciamo un lavoro chissenefrega? Potremo continuare a fare ciò che amiamo anche solo per noi, per amici e parenti, a livello di hobby.
Devo dire che la cosa funziona. Disegno più spesso di prima, sto acquistando costanza nei disegni su cui lavoro, ho persino fatto uno storyboard. Ho scacciato tutte le angosce riguardanti tempo, abilità, età e questo mi fa pure soffrire meno di complessi di inferiorità perché ora sto davvero disegnando per me.