Seriamente, guardatelo. Io ho versato fiumi di lacrime e bile.
Mi ha fatto vergognare ancora una volta di essere italiana.
Dovremmo vergognarci tutti di essere italiani, ma seriamente. Forse allora riusciremo a deciderci di fare qualcosa.
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Questa.è.satira.
Altro che: la satira non deve offendere, deve solo fare ridere e usare toni pacati e non parlare di fatti perché gli attori satirici non sono giornalisti.
A tutti gli ignoranti che credono ciò e che pretendono di indignarsi, di fare lezioni di morale e che pretendono di sapere che la satira abbia delle regole (?!) e loro di saperle (ma non ce le svelano eh):
La satira (dal latinosatura lanx, nome di una pietanza mista e colorata) è una forma libera e assoluta del teatro[1], un genere della letteratura e di altre arti caratterizzato dall'attenzione critica alla politica e alla società, mostrandone le contraddizioni promuovendo il cambiamento.
Oh.
Sin dall'Antica Greciala satira è sempre stata fortemente politica, occupandosi degli eventi di stretta attualità per la città (la polis), ed avendo una notevole influenza sull'opinione pubblica Ateniese, proprio a ridosso delle elezioni.
XDDDDDDDD
La definizione di satira va dettagliata sia rispetto alla categoria della comicità, del carnevalesco, dell'umorismo, dell'ironia e del sarcasmo, con cui peraltro condivide molti aspetti:
con il comico condivide la ricerca del ridicolo nella descrizione di fatti e persone,
con il carnevalesco condivide la componente "corrosiva" e scherzosa con cui denunciare impunemente,
con l'umorismo condivide la ricerca del paradossale e dello straniamento con cui produce spunti di riflessione morale,
con l'ironia condivide il metodo socratico di descrizione antifrasticamente decostruttiva,
con il sarcasmo condivide il ricorso peraltro limitato a modalità amare e scanzonate con cui mette in discussione ogni autorità costituita.
Essa si esprime in una zona comunicativa "di confine", infatti ha in genere un contenuto etico normalmente ascrivibile all'autore, ma invoca e ottiene generalmente la condivisione generale, facendo appello alle inclinazioni popolari; anche per questo spesso ne sono oggetto privilegiato personaggi della vita pubblica che occupano posizioni di potere.
Queste stesse caratteristiche sono state sottolineate dalla Corte di Cassazione che si è sentita in dovere di dare una definizione giuridica di cosa debba intendersi per satira:
« È quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene. »